Nei rapporti bancari in conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità, per mancanza dei requisiti di legge, della pattuizione di interessi ultralegali a carico del correntista, la rideterminazione del saldo del conto deve avvenire attraverso i relativi estratti a partire dalla data della sua apertura, così effettuandosi l’integrale ricostruzione del dare e dell’avere, con applicazione del tasso legale, sulla base di dati contabili certi in ordine alle operazioni ivi registrate rivelandosi, invece, a tal fine inutilizzabili criteri presuntivi od approssimativi. L’onere probatorio dell’intero andamento del conto grava sul correntista, non potendo ritenersi in virtù del principio di prossimità o vicinanza della prova che debba essere la banca a fornire la documentazione che il cliente non ha avuto cura di conservare o forse la banca non ha avuto la diligenza di consegnare, nel qual caso la rimostranza del correntista deve essere oggetto di un’apposita e tempestiva istanza alla banca, mentre nel caso di smarrimento della documentazione è ravvisabile una negligenza nella conservazione della stessa, che non legittima il ricorso all’eccezionale rimedio probatorio di cui all’art. 210 c.p.c. il cui utilizzo non può supplire al mancato assolvimento dell’onere probatorio a carico della parte istante.
Riferimenti normativi
Codice Civile, art. 1283
Codice di Procedura Civile, art. 210
Conformi
Cass. Civ., sez.I, 13.10.2016, n. 20693
Cass. Civ., sez. VI, 04.04.2016, n. 6511